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Rafano conservato

Vincenza Bertolino· 6 settembre 2019· 5 min di lettura ·Perugia
Vasetto di vetro trasparente con rafano conservato di colore bianco cremoso, con visibili fibrature chiare, coperto di carta kraft e spago su una tavola di legno scuro accanto a una radice di rafano f
Preparazione
15 min
Cottura
0 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 vasetti da 200 ml
Costo
basso
Stagione
autunno e inverno

Ingredienti

400 gradice di rafano fresca
150 mlaceto bianco di vino
4 gsale fino
1cucchiaio di zucchero bianco
2vasetti di vetro da 250 ml sterilizzati
30 mlacqua fredda filtrata

Valori nutrizionali

48 kcalEnergia
1,2 gProteine
0,4 gGrassi
0,1 gdi cui saturi
10 gCarboidrati
2 gdi cui zuccheri
2,8 gFibre
2 gSale
Come si prepara
1
Pulizia della radice
Stacca la radice di rafano dal mazzo, sciacquala sotto acqua fredda corrente e strofina bene la buccia con una spazzola morbida per eliminare residui di terra. Asciugala tamponando con un canovaccio pulito.
2
Sbucciatura
Usando un pelapatate o un coltello a lama corta, togli la buccia sottile della radice in strisce lunghe. La polpa deve restare intera e compatta.
3
Grattugiatura
Taglia la radice in pezzi di circa 5 centimetri. Usando una grattugia a fori medi, grattugia i pezzi direttamente in una ciotola di vetro. Lavora in ambiente ben ventilato perché il vapore di rafano è molto pungente. Se hai gli occhi sensibili, indossa occhiali da sole durante l'operazione. La grattugia manuale (non elettrica) ti dà migliore controllo.
4
Condimento della pasta
Versa il rafano grattugiato in una ciotola. Aggiungi l'aceto bianco, il sale e lo zucchero. Mescola bene con un cucchiaio di legno per 2 minuti, assicurandoti che il sale si sciolga completamente e che il condimento sia omogeneo. Aggiungi l'acqua fredda e mescola ancora per 1 minuto.
5
Riempimento dei vasetti
Usando un imbuto di vetro o una ciotola piccola, versafastidio il rafano conservato nei vasetti di vetro sterilizzati, riempiendo fino a 1 centimetro dal bordo. Assicurati di non lasciare bolle d'aria grandi. Tampa subito con un coperchio pulito o con carta di pergamena fissata con spago.
6
Riposo iniziale
Lascia i vasetti a temperatura ambiente per 24 ore affinché i sapori si stabilizzino e l'umidità interna si distribuisca uniformemente. Successivamente riponi in frigorifero.
7
Conservazione
Conserva in frigorifero a 4 gradi centigradi. Prima di usare, preleva con un cucchiaio pulito e asciutto. Il condimento rimane intatto e fragrante per 3 mesi se mantieni l'igiene nel prelievo.

Gusto

Il sapore è deciso, pungente e lievemente astringente, con quella spiccatezza aromatica che caratterizza la radice fresca. L'aceto amplifica la piccantezza e fissa l'aroma, mentre il sale equilibra e conserva. Si abbina tradizionalmente a bolliti, carni rosse, affettati salati, formaggi a pasta dura e pesce affumicato. Un cucchiaio in più di rafano rende vivo un piatto altrimenti piatto.

Benessere

  • Il rafano contiene glucosinolati, composti solforati che hanno proprietà antinfiammatorie naturali e stimolano la digestione dei grassi.
  • È ricco di vitamina C, vitamina B6 e folati; contiene anche potassio, manganese e magnesio in quantità modeste ma apprezzabili.
  • Ha alto potere saziante e pungente: pochi grammi per piatto bastano a stimolare la salivazione e la secrezione gastrica, agevolando la digestione.
  • La proprietà antimicrobica naturale della radice fresca, dovuta agli stessi glucosinolati, contribuisce alla conservazione naturale quando preparato con aceto.
  • Si abbina bene a piatti di carne magra, pesce e verdure crude per creare un contorno nutriente e a basso contenuto calorico.
  • Falso mito da sfatare: il rafano non è tossico e non danneggia lo stomaco se assunto in dosi normali come condimento. La sua pungenza è dovuta a oli volatili, non a sostanze aggressive. Chi ha reflusso gastroesofageo o gastrite severa deve limitarlo, ma non è controindicato per digestione sana.

L'errore da non fare

Non grattugiare il rafano in anticipo o lasciarlo esposto all'aria a lungo, perché perde rapidamente il suo aroma penetrante. La maggior parte della piccantezza risiede negli oli volatili che evaporano in pochi minuti se la pasta non è subito coperta. Inoltre non utilizzare radici stantie o ammaccate: devono essere sode, pesanti per la loro dimensione e dal colore bianco uniforme. Una radice molle o con macchie scure produrrà un rafano conservato fiacco e poco fragrante.

I nostri consigli

  • Se preferisci il rafano meno pungente, aggiungi 50 ml di aceto in più e riduci la quantità di radice fresca di 50 grammi. La diluizione attutisce la piccantezza ma riduce leggermente la conservazione.
  • Il rafano conservato si usa in piccole dosi: un cucchiaio da dessert per persona su piatti di bollito, arrosto, pesce affumicato. Può accompagnare anche formaggi a pasta dura e verdure crude in pinzimonio.
  • Prepara il rafano in autunno quando la radice è freschi e soda nel mercato. Evita i periodi tardivi dell'inverno quando la qualità si deteriora. Una volta conservato in frigo dura fino a primavera inoltrata.
  • Se preferisci una consistenza più cremosa, aggiungi 2 cucchiai di panna acida dopo il riposo di 24 ore e mescola leggermente. Usa entro 2 settimane se aggiungi latticini.

Quando prepararla

Il rafano si prepara conservato da settembre a novembre, quando la radice fresca è disponibile al mercato e ha raggiunto la maturità ideale. Prepara i tuoi vasetti prima dell'inverno così avrai il condimento pronto per accompagnare i piatti caldi della stagione fredda, dalle carni arrosto ai bolliti, fino alla primavera.

Domande frequenti

  • Il rafano conservato perde aroma nel tempo? Sì, lentamente. Rimane fragrante e commestibile per tre mesi in frigorifero, ma la piccantezza diminuisce gradualmente. Dopo quattro mesi diventa piatto e poco invitante.
  • Posso congelarlo per conservarlo più a lungo? Sì, versa il rafano in un contenitore di plastica con coperchio e riponi nel freezer. Si conserva fino a sei mesi, ma la consistenza diventa più umida e la piccantezza cala leggermente dopo lo scongelamento a temperatura ambiente.
  • Che differenza c'è tra rafano conservato e senape? Il rafano è a base di radice di Armoracia rusticana con aroma solforato penetrante, la senape deriva da semi di Brassica con aroma più dolce e meno pungente. Sono condimenti diversi con usi complementari.
  • Posso usare il frullatore per grattugiare il rafano? No, il frullatore lo riduce troppo in poltiglia e i vapori pungenti diffusi dall'aria calda del motore bruciano gli occhi. La grattugia manuale è il metodo corretto.
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