Ingredienti
| 200 g | Farina 00 |
| 50 ml | Acqua tiepida |
| 10 g | Olio extravergine di oliva |
| 2 g | Sale fino |
| 250 g | Ricotta fresca di pecora |
| 80 g | Zucchero semolato |
| 1 | Uovo intero |
| 0,5 g | Cannella in polvere |
| Scorza grattugiata | Mezzo limone |
| 1 litro | Olio di semi di arachide per friggere |
| 30 g | Zucchero a velo per spolverare |
Valori nutrizionali
| 280 | kcal Energia |
| 6,5 | g Proteine |
| 14 | g Grassi |
| 4 | g di cui saturi |
| 34 | g Carboidrati |
| 18 | g di cui zuccheri |
| 0,8 | g Fibre |
| 0,15 | g Sale |
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
Setacciare la farina in una ciotola ampia, fare un fontana al centro e versarvi l'acqua tiepida, l'olio extravergine e il sale. Mescolare con le dita fino a ottenere una pasta liscia e compatta. Lavorare l'impasto per 8-10 minuti sulla spianatoia finché non diventa elastico e liscio. Coprire con una ciotola capovolta e lasciar riposare per 15 minuti a temperatura ambiente.
2
Preparare il ripieno
Mescolare la ricotta in una ciotola con lo zucchero, l'uovo intero, la cannella e la scorza di limone grattugiata. Amalgamare bene con un cucchiaio di legno fino a ottenere un composto omogeneo e cremoso. Se la ricotta è molto liquida, lasciarla riposare 5 minuti in modo che i sieri si stabilizzino.
3
Stendere la pasta
Dividere l'impasto in 12 porzioni di circa 15 grammi ciascuna. Stendere ogni porzione con un mattarello oliato su una superficie pulita, formando un disco sottile, quasi trasparente alla luce, di circa 10 centimetri di diametro. Se la pasta risulta elastica e tira indietro, lasciarla riposare 2 minuti prima di continuare.
4
Riempire i dolcetti
Posizionare un disco di pasta sulla mano sinistra. Mettere un cucchiaio da tè di ripieno di ricotta al centro, poi piegare la pasta a mezzaluna premendo i bordi con le dita bagnate d'acqua per sigillare il bordo in modo irregolare, creando la forma caratteristica a mandorla.
5
Riscaldare l'olio
Versare l'olio di semi di arachide in una padella alta o una pentola e riscaldare a 180-185 °C. Verificare la temperatura immergendo un cubetto di pane: deve diventare dorato in 40-50 secondi circa. L'olio non deve fumare.
6
Friggere i «pani e òsi»
Inserire i dolcetti nell'olio caldo con cura, non più di 3-4 alla volta per evitare di far scendere eccessivamente la temperatura. Friggere per 2-3 minuti per lato, fino a quando la superficie diventa dorata e leggermente gonfia. Girare con una schiumarola in legno e far cuocere il lato opposto per altrettanto tempo. Estrarre con la schiumarola e far scolare su carta assorbente per 1 minuto.
7
Spolverare e servire
Mentre i «pani e òsi» sono ancora tiepidi, spolverarli abbondantemente con zucchero a velo setacciato. Disporli su un piatto di servizio e portarli in tavola entro pochi minuti, quando la croccantezza è al massimo.
Gusto
I «pani e òsi» sanno di ricotta dolce, con una nota leggerissima di cannella e talvolta arancia che emerge dal ripieno. La pasta fritta è croccante al primo morso, poi si dissolve in bocca in una briciola fine e burrosa. Si servono preferibilmente ancora tiepidi, meglio se appena fritti, così il contrasto tra la croccantezza esterna e la cremosità della ricotta è più marcato. L'abbinamento tradizionale è con un caffè espresso, soprattutto a colazione o come merenda, oppure con un vino dolce naturale come il Moscato durante le festività.
Benessere
- La ricotta apporta proteine nobili e calcio facilmente assimilabile. Cento grammi di ricotta contengono circa 11 grammi di proteine e oltre 200 milligrammi di calcio.
- La ricotta fresca contiene potassio, indispensabile per l'equilibrio dei fluidi corporei, e tracce di magnesio utile alla funzione muscolare.
- Essendo fritti, i «pani e òsi» sono piuttosto sazianti nonostante le porzioni piccole. Una coppia di dolcetti (circa 60-80 grammi) è una porzione da merenda leggera.
- La ricotta, a differenza di altri formaggi, è ricca di siero di latte: contiene lactoferrina, una proteina con proprietà antimicrobiche naturali.
- Per un pasto equilibrato, affiancare i «pani e òsi» a una bevanda calda senza aggiunta di zucchero, come caffè o tè, per evitare eccesso di dolcezza. Al mattino sono perfetti con una spremuta d'arancia o succo di limone.
- Falso mito da sfatare: i «pani e òsi» non vanno banditi da un'alimentazione consapevole perché fritti. La frittura in olio extravergine a temperatura corretta (180-190 °C) non causa accumulo eccessivo di grassi nocivi: la crispy coating sigilla rapidamente l'esterno, evitando assorbimento prolungato. Il problema non è l'occasione di mangiarli, ma la frequenza. Consumati una volta a settimana o in occasione di feste, rientrano perfettamente in un regime alimentare equilibrato. Chi soffre di problemi digestivi o reflusso potrebbe trovare la frittura pesante: in quel caso, meglio limitarsi a porzioni minime e masticare lentamente.
L'errore da non fare
L'errore più comune è stendere la pasta troppo spessa: i «pani e òsi» non gonfiano adeguatamente e rimangono compatti e pesanti. La pasta deve essere sottile al punto di intravedere le dita della mano sottostante quando la si tiene in controluce. Un altro errore è friggere a temperatura troppo bassa: i dolcetti assorbono olio invece di dorare, diventando untuosi. Se l'olio non è abbastanza caldo, anche il ripieno di ricotta può scuocersi e trasudare dall'impasto durante la cottura.
I nostri consigli
- Conservare i «pani e òsi» crudi in frigorifero per massimo 2 giorni, coperti con pellicola trasparente. Una volta fritti, consumarli entro lo stesso giorno, al massimo il giorno dopo: la croccantezza si mantiene bene se riemposti in una scatola rigida a temperatura ambiente, lontano da fonti di umidità.
- Se la ricotta è molto cremosa e tende a fuoriuscire durante la cottura, aggiungere 1-2 cucchiai di pangrattato secco fine al ripieno per rassodarlo leggermente.
- Variante tradizionale: aggiungere al ripieno di ricotta alcuni grani di pistacchio tritato fine o una piccola quantità di gocce di cioccolato. Alcuni preferiscono sostituire metà dello zucchero con miele di fiori d'arancia.
- Utilizzare olio extravergine di oliva anziché olio di semi solo se gradite un sapore più marcato: l'olio d'oliva ha un punto di fumo più basso (160-180 °C), quindi controllare con attenzione la temperatura durante la frittura.
- Se non si dispone di un termometro da cucina, testare l'olio immergendo una piccola striscia di impasto: deve dorare in 30-40 secondi per una frittura corretta e veloce.
Quando prepararla
I «pani e òsi» si preparano durante tutto l'anno, ma sono particolarmente apprezzati in autunno e inverno come dolcetto da merenda pomeridiana, oppure durante le festività natalizie quando la ricotta di pecora è al massimo della qualità. Sono perfetti anche per colazioni domenicali in famiglia o da portare come regalo confezionati in scatole decorate. In estate, se gradite, si possono preparare il mattino presto e consumare a merenda con una granita al limone.
Domande frequenti
- Posso usare ricotta di mucca anziché di pecora? Sì, la ricotta di mucca funziona altrettanto bene: è solo leggermente più dolce e meno "salata" rispetto a quella di pecora, che ha un profilo aromatico più complesso. Per compensare, si può aggiungere un pizzico di sale fine al ripieno.
- La pasta può essere preparata un giorno prima? Sì, puoi preparare l'impasto il giorno prima, avvolgerlo in pellicola trasparente e riporlo in frigorifero. Il giorno dopo, lasciar riposare a temperatura ambiente per 30 minuti prima di stendere e riempire. La pasta risulterà ancora più elastica.
- Quale olio è migliore per friggere? L'olio di semi di arachide è il classico per i dolcetti fritti perché ha punto di fumo alto (210 °C) e sapore neutro. Evitare oli vegetali generici o olio di girasole, che degradano rapidamente ad alte temperature.
- I «pani e òsi» possono essere congelati dopo la frittura? Sì, dopo la frittura e il raffreddamento completo, disporli in un contenitore rigido con carta forno tra gli strati e congelare per massimo 3 settimane. Prima di servire, scongelare a temperatura ambiente per 20-30 minuti, poi passarli in forno a 160 °C per 5 minuti per ricriare la croccantezza.