
| 320 g | Riso Vialone Nano o Carnaroli |
| 250 g | Fagioli bianchi secchi (o 400 g in scatola scolati) |
| 50 g | Pancetta tesa in un pezzo |
| 1 litro | Brodo di carne leggero |
| 40 g | Burro |
| 50 g | Formaggio Grana Padano grattugiato |
| 1 spicchio | Aglio |
| Sale e pepe q.b. | Condimento |
| 185 kcal | Energia |
| 7,5 g | Proteine |
| 6,8 g | Grassi |
| 2,9 g | di cui saturi |
| 24,5 g | Carboidrati |
| 0,4 g | di cui zuccheri |
| 2,1 g | Fibre |
| 1,2 g | Sale |
Il sapore è salato, cremoso e leggermente speziato dalla pancetta fritta, con la dolcezza naturale dei fagioli che equilibra la salinità. La nota aromatica caratterizzante viene dalla pancetta croccante e dal brodo di carne che mantiene il riso morbido senza scuocerlo. Si serve subito dopo la mantecatura, in ciotola calda, e l'abbinamento tradizionale è con un vino rosso secco della zona oppure semplicemente acqua o vino bianco leggero.
L'errore più comune è aggiungere il brodo tutto in una volta all'inizio: il riso cuoce male, diventa sciolto e perde la compattezza della panissa. Il brodo va aggiunto gradualmente, mescolando spesso, proprio come per il risotto. Un secondo errore è saltare la mantecatura finale con burro e formaggio: quella è la fase che rende il piatto cremoso e vellutato. Senza di essa la panissa rimane asciutta e granulosa.
La panissa padovana è un piatto ideale per il periodo da ottobre a marzo, quando il freddo chiede cibi caldi e sostanziosi. È perfetta per il pranzo della domenica o come primo di una cena invernale. Se prepari una quantità doppia, puoi avere avanzi da riscaldare il giorno successivo con aggiunta di brodo tiepido.