
| 1 kg | Carne di spalla di maiale, macinata grossa |
| 300 g | Lardo di maiale, tagliato a dadini |
| 25 g | Sale fino |
| 200 ml | Vino rosso secco locale (Montepulciano o Sangiovese) |
| 8 g | Pepe nero in grani, macinato grossolano |
| 4 spicchi | Aglio, tritato finissimo |
| 2 g | Nitriti di sodio (opzionale, per stabilizzazione) |
| 1 metro | Budello naturale di maiale, risciacquato |
| 420 kcal | Energia |
| 22 g | Proteine |
| 36 g | Grassi |
| 14 g | di cui saturi |
| 0 g | Carboidrati |
| 0 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 2,1 g | Sale |
Il salame teramano offre un sapore deciso, salato e speziato, con una nota aromatica di pepe nero macinato grossolano che domina il palato. La presenza del vino rosso locale aggiunge una leggera astringenza e profondità. È tradizionalmente servito affettato sottile come antipasto, accompagnato da pane, formaggi di montagna o verdure crude. L'abbinamento classico è con un vino rosso secco della regione, che esalta le spezie e l'umami della carne.
Non riempire il budello troppo compatto cercando di farci stare la massima quantità di impasto. Il salame ha bisogno di spazi per respirare durante la stagionatura, altrimenti diventa gommoso e la muffa nera (cattiva) prende il sopravvento. Allo stesso modo, non compattare troppo poco: il salame deve mantenere una forma ben definita senza collassare durante l'asciugatura. La densità giusta si raggiunge con uno o due riempimenti decisi ma consapevoli.
Il salame teramano si prepara nei mesi autunnali e invernali quando le temperature naturali sono basse e stabili, idealmente da settembre a febbraio. La stagionatura più veloce e armoniosa avviene tra ottobre e novembre, quando l'aria è fresca ma non gelida. Non conviene prepararlo in estate per il rischio di stagionatura irregolare e contaminazione.