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Macco di favette

Vincenza Bertolino· 4 ottobre 2023· 5 min di lettura ·Catania
Ciotola di ceramica bianca con macco di favette color beige scuro, cremoso e uniforme, decorato con filo di olio d'oliva verde e una spolverata di pepe nero macinato al momento
Preparazione
10 min
Cottura
50 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

300 gFavette secche pelate
1 litroAcqua fredda
1 ramettoFinocchio selvatico fresco
4 cucchiaiOlio di oliva extravergine
1 pizzicoSale marino fino
1 pizzicoPepe nero macinato

Valori nutrizionali

98 kcalEnergia
8 gProteine
0,8 gGrassi
0,2 gdi cui saturi
16 gCarboidrati
1,5 gdi cui zuccheri
5,5 gFibre
0,3 gSale
Come si prepara
1
Risciacquare le favette
Versale in un colino e sciacquale abbondantemente sotto acqua fredda corrente per eliminare polvere e residui. Le favette secche pelate non richiedono ammollo preventivo se verranno cotte a lungo.
2
Cuocere con il finocchio
Metti le favette in un pentola fondo pesante con il litro d'acqua fredda e il rametto di finocchio selvatico intero. Porta a ebollizione, poi abbassa il fuoco al minimo. Lascia cuocere scoperto per 45-50 minuti, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno, finché le favette non si sfaldano completamente e si riducono in crema naturale.
3
Verificare la consistenza
Quando la crema è densa e omogenea, prova con un cucchiaio: deve depositarsi nel piatto senza scivolare, ma rimanere morbida, non dura. Se è troppo asciutta, aggiungi acqua tiepida mezzo bicchiere alla volta.
4
Togliere il finocchio
Con una pinza, estrai il rametto di finocchio: avrà ceduto il suo sapore. Se vuoi una consistenza ancora più liscia, passa il macco con uno schiacciapuré di legno, ma non è obbligatorio.
5
Salare e riposare
Aggiungi sale a fine cottura, mescola bene. Lascia riposare il macco nel pentola per 5 minuti fuori dal fuoco, così i sapori si assestano.
6
Impiattare
Versa il macco tiepido in ciotole di terracotta o ceramica, lasciandolo leggermente convesso. Drizza un filo sottile di olio extravergine sulla superficie, poi una macinata generosa di pepe nero fresco. Servi con pane secco a parte.

Gusto

Il sapore è delicato, quasi dolciastro dalle favette, ma subito temperato dal finocchio selvatico che regala una nota anice appena accennata e leggermente amara. Non è piccante né salato oltre misura: è equilibrato, quasi neutro, che lascia spazio al condimento finale di olio crudo. Si mangia da sola, con un cucchiaio, come una minestra densa, oppure con pane casereccio per spezzare la trama cremosa. La tradizione vuole di servirlo tiepido, non caldo, così gli aromi del finocchio emergono meglio.

Benessere

  • Le favette secche contengono circa 23-24 grammi di proteine per 100 grammi crudi, diventando un'ottima alternativa vegetale alla carne in un pasto equilibrato.
  • Ricche di ferro, potassio e magnesio: minerali che aiutano la trasmissione nervosa e il trasporto dell'ossigeno nel sangue. Il ferro delle leguminose viene assorbito meglio se accompagnato da vitamina C (agrumi, pomodori).
  • Alta concentrazione di fibre solubili: favorisce il senso di sazietà prolungato e la regolarità intestinale senza appesantire la digestione.
  • Contiene lecitina naturale, fosfolipidi che supportano la salute del sistema nervoso e la memoria, spesso trascurato nel consumo quotidiano di legumi.
  • Perfetto come primo piatto completo: abbinalo a una verdura cruda (insalata, radicchio) e frutta fresca per un pasto rotondo e leggero, senza proteine animali.
  • Falso mito da sfatare: «Le favette fanno gonfiore e sono difficili da digerire». Non è vero se cotte a lungo e consumate in porzioni ragionevoli. Una cottura lenta di almeno 45 minuti riduce drasticamente i carboidrati fermentabili che causano gonfiore. Chi ha problemi veri di digestione può iniziare con piccole quantità e aumentare gradualmente: il corpo si abitua. Il macco, essendo ridotto in crema, è ancora più facile da digerire rispetto alle favette intere.

L'errore da non fare

L'errore più comune è aggiungere acqua bollente alle favette: il choc termico rallenta la cottura e le favette rimangono dure. Sempre acqua fredda all'inizio, così il legume si ammorbidisce gradualmente e uniformemente. Secondo sbaglio: coprire il pentola durante la cottura. Il vapore intrappolato rende il macco appiccaticcio e grigio. Terzo errore: aggiungere sale all'inizio. Il sale rallenta l'assorbimento di acqua da parte delle favette: sale sempre a fine cottura.

I nostri consigli

  • Il macco si conserva in frigorifero per 3-4 giorni in un contenitore ermetico. Riscaldalo a fuoco basso, mescolando spesso e aggiungendo un po' d'acqua tiepida se si è ristretto troppo.
  • Usa finocchio selvatico fresco se lo trovi, ma in assenza va bene un quarto di cucchiaino di semi di finocchio secco tostati brevemente in padella. L'aroma è più intenso, riduci la dose.
  • Il macco è un piatto versatile: puoi aggiungervi anche una cipolla affettata finissima stufata a parte in olio per 10 minuti, che addolcisce il sapore. In questo caso, saltala prima di far cuocere le favette.
  • Perfetto da accompagnare con verdure crude croccanti: radicchio, cavolo cappuccio tagliato finissimo, rucola. L'acidità contrasta la dolcezza della leguminosa.

Quando prepararla

Il macco di favette è un piatto di transizione, buono in autunno e inverno quando le favette secche tornano in dispensa. Ma essendo a base di legume secco, lo prepari tutto l'anno senza problemi. È ideale in primavera se vuoi un piatto leggero che riempie senza appesantire prima dei cambiamenti di stagione: è quello il momento migliore per consumare le scorte di favette dell'anno precedente.

Domande frequenti

  • Posso usare favette intere, non pelate? Sì, ma aumenta il tempo di cottura a 60-70 minuti e il risultato sarà meno liscio, con piccoli pezzetti di buccia. Il macco tradizionale usa favette pelate proprio per la cremosità finale.
  • Cosa faccio se mi rimane troppo denso? Aggiungi acqua tiepida o brodo vegetale cucchiaio per cucchiaio, mescolando bene, finché non raggiungi la consistenza desiderata. Meglio aggiungere poco alla volta.
  • Va servito caldo o freddo? Tiepido è il suo stato naturale. Se vuoi servirlo freddo nei mesi caldi, preparalo il giorno prima, lascialo raffreddare e conserva in frigorifero. Riacquista densità quando si raffredda.
  • Posso congelarlo? Sì, in porzioni in sacchetti appositi fino a 2 mesi. Scongela in frigorifero la notte prima e riscalda a fuoco dolce. La texture rimane buona.
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