Home · Sicilia · dolci

Panforte palermitano

Vincenza Bertolino· 29 novembre 2024· 6 min di lettura ·Palermo
Fetta di panforte palermitano color marrone scuro coperta di zucchero a velo, con noci visibili nella sezione, servita su piatto bianco
Preparazione
25 min
Cottura
45 min
Difficoltà
media
Porzioni
12 persone
Costo
medio
Stagione
autunno/inverno

Ingredienti

250 gMandorle pelate
150 gFrutta candita mista (cedro, arancia, arance)
80 gMiele liquido
60 gCacao in polvere non zuccherato
100 gZucchero semolato
40 gFarina 00
1 cucchiainoCannella in polvere
1/2 cucchiainoChiodo di garofano macinato
1/4 cucchiainoNoce moscata grattugiata
1 pizzicoSale fino
Zucchero a veloPer la copertura

Valori nutrizionali

360 kcalEnergia
6 gProteine
14 gGrassi
3,5 gdi cui saturi
56 gCarboidrati
42 gdi cui zuccheri
4 gFibre
0,15 gSale
Come si prepara
1
Tostare la mandorla
Metti le mandorle pelate in una padella ampia a fuoco medio per 5-6 minuti, mescolando spesso, finché non prendono colore dorato e profumano di nocciola. Versale su un piatto e lascia intiepidire, poi trita circa tre quarti della quantità in pezzi irregolari di mezzo centimetro; le restanti lasciale intere.
2
Preparare la frutta candita
Taglia la frutta candita in pezzetti regolari di mezzo centimetro circa. Se è molto appiccicosa, infarinala leggermente con un cucchiaio di farina per evitare che si agglomeri durante la miscelazione.
3
Mescolare ingredienti secchi
In una ciotola grande, setaccia la farina, il cacao in polvere, la cannella, il chiodo di garofano, la noce moscata e il sale. Mescola bene con una frusta per distribuire le spezie in modo uniforme.
4
Riscaldare miele e zucchero
In un pentolino a fuoco basso, scalda il miele insieme allo zucchero semolato, mescolando con un cucchiaio di legno finché lo zucchero non si scioglie completamente e il composto raggiunga circa 60-65 gradi di temperatura (il test della goccia: una goccia in acqua fredda deve formare una palla morbida). Non superare i 70 gradi, altrimenti il composto diventa troppo duro.
5
Amalgamare
Versa il composto di miele e zucchero nei secchi, poi aggiungi le mandorle tritate, la frutta candita e le mandorle intere. Mescola vigorosamente con un cucchiaio di legno per 2-3 minuti finché tutti gli ingredienti sono incorporati uniformemente e l'impasto è omogeneo e denso.
6
Versare in stampo
Fodera uno stampo rettangolare 20x30 cm con carta da forno, lasciando i bordi in fuori. Versa l'impasto nello stampo, distribuendolo bene e livellando la superficie con il dorso di un cucchiaio bagnato. L'impasto sarà molto denso e difficile da stendere.
7
Cuocere
Inforna in forno preriscaldato a 160 gradi per 40-45 minuti. Il panforte non deve abbrustolire ma cuocere lentamente: la superficie deve restare opaca e leggermente screpolata. Non deve gonfiarsi né lievitare, ma asciugarsi leggermente. Fatto un test con uno stecchino al centro: deve uscire con qualche briciola attaccata.
8
Riposare e spolverare
Sforna il panforte e lascialo raffreddare nello stampo per almeno 30 minuti. Quindi estrailo dalla carta, posizionalo su un piatto o tagliere e cospargilo generosamente di zucchero a velo su tutti i lati. Lascia riposare coperto con una campana o un piatto per almeno 12 ore prima di affettare.

Gusto

Il sapore del panforte palermitano è complesso e avvolgente: dolce dal miele e dalla frutta candita, ma temperato dall'amaro del cacao, dalle spezie forti come la cannella e il chiodo di garofano, e dalla nota astringente dell'arancia. La mandorla fornisce una dolcezza più delicata e una leggera cremosità. Si serve tradizionalmente a fette sottili, meglio se accompagnato da un vino dolce come il moscato o da un caffè espresso che contrasta la ricchezza dell'impasto.

Benessere

  • Le mandorle apportano proteine vegetali, acidi grassi insaturi e vitamina E, un antiossidante che protegge le cellule.
  • Il panforte contiene ferro dalla frutta secca e dal cacao, e potassio dalle noci: importanti per la circolazione e il benessere muscolare.
  • Si tratta di un dolce sostanzioso e saziante per via della densità e dell'alto contenuto di grassi e proteine: porzioni piccole (30-40 g) bastano a soddisfare.
  • La cannella e il chiodo di garofano, oltre al sapore, contengono composti fenolici con proprietà antinfiammatorie riscontrate in letteratura.
  • Abbinato a una manciata di noci o a una tazza di tè, il panforte forma un pasto equilibrato per la merenda: grassi vegetali, carboidrati e proteine.
  • Falso mito da sfatare: il panforte non è un dolce "leggero" e non va consumato quotidianamente, ma consumato in piccole quantità rimane parte di una dieta equilibrata. La densità dell'impasto e l'alto contenuto di grassi e zuccheri lo rendono un dolce particolare, consigliato soprattutto in periodi di festa. Chi soffre di diabete o ha problemi di colesterolo deve regolarne le porzioni secondo il consiglio del medico.

L'errore da non fare

Non superare i 70 gradi durante la fase di riscaldamento del miele: il panforte diventerebbe duro come una pietra e impossibile da masticare. Controlla la temperatura con un termometro da cucina se possibile. Un secondo errore comune è non rispettare i tempi di riposo: il panforte deve riposare almeno 12 ore dopo la cottura prima di essere affettato, altrimenti si sbriciola. La consistenza finale dipende anche dal fatto che l'impasto deve cuocere lentamente a bassa temperatura senza bruciare.

I nostri consigli

  • Conserva il panforte a temperatura ambiente in una scatola di latta chiusa, avvolto in carta da forno: dura fino a 3-4 settimane. Se vuoi conservarlo più a lungo, puoi congelarlo intero per fino a 3 mesi, ben confezionato in film trasparente.
  • Una variante meno densa prevede di ridurre leggermente il miele e aggiungere un uovo intero all'impasto per renderlo più soffice, anche se questo allontana dalla ricetta tradizionale più compatta.
  • Se non hai il chiodo di garofano macinato, usa lo zenzero secco in polvere al suo posto, che rende il panforte ancora più fragrante e leggermente speziato in modo diverso.
  • Servi le fette sottili insieme a un bicchiere di vino dolce come il moscato d'Asti o con un caffè espresso: il contrasto tra l'amaro e la dolcezza è perfetto.

Quando prepararla

Il panforte palermitano è un dolce tipico del periodo invernale, soprattutto da novembre a gennaio durante le festività natalizie. La tradizione lo vuole preparato già in autunno per permettergli di stagionare e sviluppare pienamente i sapori. Grazie alla sua lunga conservazione, è ideale da fare con anticipo e regalare confezionato con cura.

Domande frequenti

  • Posso usare frutta secca al posto della frutta candita? Sì, puoi usare uvetta, albicocche secche e fichi secchi triturati, ma il panforte perderà parte della dolcezza e della umidità tipica. Aggiungi qualche cucchiaio di miele in più se scegli questa strada.
  • Il panforte diventa duro nel tempo: è normale? Sì, è normale. Con il riposo diventa più compatto e asciutto. Se preferisci una consistenza meno dura, consumalo entro una settimana dalla preparazione.
  • Posso ridurre la quantità di spezie? Puoi ridurre leggermente, ma il panforte palermitano è caratterizzato proprio dalla speziatura intensa. Se le spezie ti infastidiscono, considera un dolce diverso.
  • Come tagliare il panforte senza che si sbricoli? Usa un coltello affilato bagnato, asciugandolo tra un taglio e l'altro. Le fette devono essere sottili, tra 1 e 1,5 centimetri.
Altre ricette · Sicilia