
| 800 g | carne di pecora, tagliata in pezzi da 5 cm circa |
| 2 carote | medie, tagliate a rondelle |
| 2 cipolle | medie, pelate intere o tagliate a quarti |
| 2 gambi di sedano | tagliati in pezzi da 3 cm |
| 500 ml | brodo vegetale o acqua |
| 150 ml | vino rosso secco |
| 3 cucchiai | olio d'oliva |
| 2 foglie | d'alloro |
| 3 rametti | di rosmarino fresco |
| 1 cucchiaio | di farina 00 |
| Sale e pepe | q.b. per assaggiare |
L'errore più comune è fretta. Molti aumentano il fuoco per accorciare i tempi, ma così la carne diventa coriacea e il sugo si asciuga. La pecore in umido ha bisogno di fuoco basso e costante per almeno un'ora e mezza. Un altro sbaglio è aggiungere troppa farina all'inizio: una mano leggera è sufficiente, altrimenti il piatto diventa appiccaticcio invece di avere un sugo fluido e aderente.
Le pecore in umido è il piatto dei mesi freddi, da novembre in poi fino a febbraio. È una ricetta che sfrutta una carne che si trova meglio d'inverno e che ha bisogno di una cottura lunga per valorizzarsi. Nella mensa, la facevamo spesso nei giorni grigia di dicembre, quando le verdure di stagione arrivano dall'orto e il tempo consigliava di stare al caldo con un piatto sostanziale.