
| 1,5 kg | carne di maiale magra (spalla e coscia) |
| 300 g | grasso di maiale (pancetta o lardo) |
| 18 g | sale fino |
| 3 g | pepe nero macinato |
| 2 g | noce moscata grattugiata |
| 1 g | chiodi di garofano in polvere |
| 150 ml | vino rosso secco |
| a metro | budello naturale di maiale (calibro 32-35) |
Il errore più comune è affrettare la stagionatura. Se pensi di poter mangiare il salame dopo 20 giorni perché sembra già asciutto, sbagli. La muffa bianca che appare naturalmente sulla superficie è un buon segno, ma l'interno ha ancora troppa umidità. Un salame immaturo ha un sapore piatto e può sviluppare fastidi in conservazione. Inoltre, molti infilano il salame in frigo appena finito di insaccare, pensando che la temperatura bassa acceleri le cose. Al contrario, il freddo rallenta la stagionatura: serve aria circolante e una temperatura stabile, non il frigorifero.
Il periodo migliore per cominciare è settembre o ottobre, quando le temperature scendono e la ventilazione naturale diventa più facile. Se vivi in un clima caldo, meglio aspettare novembre. La stagionatura invernale garantisce una minore contaminazione da insetti e una migliore asciugatura. Evita l'estate: il caldo accelera la fermentazione in modo incontrollato e aumenta il rischio di muffe pericolose.